Analisi del voto alle elezioni comunali del 7 giugno.
Anzitutto, complimenti a Roberto Izzo e auguri di buon lavoro.
Analizzando le elezioni comunali di sabato e domenica scorsi, salta all'occhio che il PD ha perso voti (8%) rispetto a cinque anni fa, un po’ per le difficoltà nazionali del PD, un progetto nato male e sviluppatosi peggio, un po’ per le note vicende vicchiesi dello scorso inverno. La vittoria di Izzo alle primarie ha del resto portato all’esodo di molti personaggi di spicco della sinistra PD, verso Sinistre per Vicchio. Non posso fare i nomi di queste persone, perché mi hanno fatto capire le proprie intenzioni, ma non mi hanno mai detto esplicitamente della propria intenzione di voto.
Fatto sta che forse il PD ha perso meno di quanto molti si sarebbero attesi. Alcuni, a mio avviso semplicisticamente, rilevano il problema del voto di centrodestra. Il problema è complesso e si spiega in tre passaggi: primo, Izzo è un personaggio molto stimato in paese, e quindi riceve apprezzamenti in modo trasversale; secondo, a Vicchio il centrodestra locale ha sempre preso meno voti del centrodestra nazionale; quindi se vogliamo dire che Izzo ha preso voti dal centrodestra, dovremmo dire che allo stesso modo li ha presi anche Elettra Lorini cinque anni fa, o Alessandro Bolognesi nel 1999... Terzo, giovedì sera, alcuni storici sostenitori del PdL erano ad ascoltare Izzo al Teatro Giotto; durante l’invettiva di Simone Naldoni contro Berlusconi, questo gruppetto si è alzato in piedi, stizzito; uno di loro, una volta fuori dal teatro ha detto agli altri: “Ci insultano? Noi gli volevamo portare cinquanta voti e ora se li scordano”.
In realtà il voto a destra del PD non ha avuto molta rilevanza nella vittoria di Izzo, se si pensa che Raffaele Lecca, che pur ha fatto una campagna elettorale di basso profilo e che in sostanza è rimasto ai margini della politica vicchiese degli ultimi anni, ha preso più voti rispetto al 2004.
Un’analisi efficace del voto è a mio giudizio un’altra. A parte Stefano Celli, che pubblicamente ha deciso di unirsi a Sinistre per Vicchio e di candidarsi al consiglio comunale, gli altri pezzi da novanta ex DS, che hanno deciso di tradire il partito, non hanno portato voti se non il proprio. La segretezza del tradimento li ha costretti ad evitare di fare campagna elettorale avversa al PD.
Questo è probabilmente il limite di Sinistre per Vicchio. Bruno Confortini ha fatto una campagna elettorale degnissima, con un programma estremamente curato e con una garbatezza assai rara. L’unico affondo fatto all’avversario è venuto al momento della campanella, nella serata di chiusura della campagna elettorale. Fino ad allora si era mosso con molto, forse eccessivo fair play... Per questo considero il risultato delle Sinistre notevole e deludente al tempo stesso. Notevole, perché vista la crisi della sinistra nel 2008, per risollevarsi c’è voluto un miracolo, e anche perché il 26% è stato raggiunto in modo assolutamente limpido. Deludente, perché con un po’ di cattiveria e un po’ di tatticismo in più, le sinistre avrebbero potuto agilmente superare il trenta per cento (mi riferisco alla scarsa pressione sul PD, ma anche alla poca determinazione nel convincere Zacconi a unire le forze). Ma onore allo stile, una volta tanto che qualcuno ne dà prova.
Tornando al PD, al suo interno sono successe cose belle e cose un po’ meno belle. Prima di tutto vorrei parlare dell’esodo verso le sinistre: sinceramente capisco coloro del PD che hanno deciso di votare Confortini, perché hanno cambiato idea, o perché ne apprezzavano di più il programma, o perché stimavano il candidato... Ma quelli che se ne sono andati perché Izzo è “democristiano” mi fanno sorridere. E lo dico da critico, da sinistra, del PD: ma non è proprio chi ha fondato il PD che diceva a quelli di sinistra che l’alleanza tra ex-comunisti ed ex-democristiani era l’unica soluzione, la terza via, la panacea di tutti i mali, il migliore dei partiti possibili? Adesso, proprio chi volle quel papocchio privo di identità politica (comunque la si pensi, un partito si basa sulla definizione di un’identità, che può essere laica o religiosa, moderata o radicale, ma necessariamente una e una sola) oggi si lamenta della presenza dei “democristiani”. E’ quantomeno singolare.
Va detto che il PD, ha fatto un notevole cambio generazionale, che io accolgo con molto favore. Ho visto in questi giorni un po’ troppo livore da parte di alcuni, ma lo ascrivo alle naturali tensioni di una campagna elettorale. Spero che Izzo sia capace di portare, e nel partito, e nel paese, quella distensione necessaria a ricostruire un legame sociale tra istituzioni e cittadini, tra politica e società che da troppi anni manca in questo paese.
Spero che il Partito (lo chiamo così perché nella storia ha cambiato troppe volte nome) la smetta con certi atteggiamenti da amico-nemico, tipici di un sovietismo, che a un comunista di nuova generazione come me fanno ribrezzo; e, inoltre, che cominci a essere espressione della società che rappresenta e non, com’è stato negli ultimi vent’anni (ultimi mesi compresi, in questo senso non salvo nessuno), un concistoro di cardinali che decidono nelle segrete stanze il destino di una comunità. Aprire le porte al mondo e prendere atto dei nostri limiti. Siamo vicchiesi... Non abbiamo in mano le chiavi delle testate nucleari e il destino del mondo... Il senso del ridicolo sta sempre nella misura.
Giulio Gori, cittadino vicchiese

Il partito non è un autobus sul quale salire e fare un giretto ma una è una cosa seria - , ha detto Bersani.
Un partito non è un taxi sul quale si sale e si scende, è una cosa seria- ha detto Fassino.
La candidatura di Grillo è, secondo Bersani, "una proposta che testimonia che abbiamo allestito un partito che può essere ritenuto come una occasione da prendere per sviluppare la propria politica. Un partito deve avere un suo profilo, una identità e regole certe - ha sottolineato - non può essere confuso come una galassia a cui ognuno può partecipare. E' un problema che dobbiamo cercare di risolvere" - ha concluso.
Quindi per le primarie, quelle per i sindaci per capirci, sull'autobus e sui taxi ci poteva salire chiunque. Ora che si deve fare il segretario no. Che strano: sembrava di avere visto delle primarie in cui ci si tesserava al PD giusto per partecipare, si facevano tesserare parenti, amici e amici degli amici, si forzavano regolamenti, li si interpretava, se ne prendevano pezzi a piacimento. Ora invece regolamenti inflessibili, fermi, intransigenti.
Caro PD vicino e lontano (vicino a Vicchio, lontano a Roma), mostra questa fermezza in ogni occasione, nella gestione delle partecipate così come sulle questioni laiche, sulle energie rinnovabili così come sulle banche e via dicendo.
Caro PD smetti di inseguire gonne vescovili e ammiccamenti ecclesiastici, traccia una linea netta e pulita e seguila. Sopratutto smettila con questa logica così democristiana del "l'importante è vincere" comunque e con chiunque. Traccia qualche regola etica e deontologica per le giunte, per le nomine, specie per le politiche locali. Lascia a casa qualcuno anche se porta voti importanti, anche se ha una buona rubrica telefonica.
Caro PD non commentare solo i risultati elettorali, ma segui ogni giorno la politica dei tuoi amministratori e rendila trasparente. Forse in questo modo tornerai ad essere un partito di sinistra.
David Bianchi