Intervista al segretario del Pd, Lazzerini
Pubblichiamo di seguito un’intervista al segretario del Partito Democratico, Simone Lazzerini in vista delle primarie per l’elezione del segretario nazionale e di quello regionale del partito, che si terranno domenica prossima, 25 ottobre.
Segretario Lazzerini, domenica ci saranno le primarie del Pd per eleggere il nuovo segretario, ci spiega come nasce il complicato sistema delle primarie?
In realtà questo sistema era stato messo in piedi per evitare il rischio che si presentassero 10 candidati e che, di conseguenza, ci fosse un segretario eletto solamente con il 20/25% dei voti. Per evitare quindi i rischi di un “segretario dimezzato” si è deciso di fare una scrematura iniziale affidata ai soli iscritti al partito, attraverso il meccanismo delle assemblee di circolo. Dopo di che, chi avesse superato i parametri stabiliti per essere ammessi, sarebbe rientrato in una rosa di 3 persone che si sarebbero poi contese il ruolo di segretario.
Regole un po’ barocche imposte però dal momento particolare in cui si trova il partito…
Sì, senza dubbio. L’auspicio è che in futuro le regole vengano riscritte in maniera un po’ più chiara. Anche perché c’è il rischio di cadere in una conflittualità tra gli iscritti ed il popolo delle primarie dal quale il partito avrebbe solo da perdere.
Passando a livello di zona, Vicchio ed il Mugello vanno in controtendenza rispetto al dato nazionale dando la maggioranza a Franceschini. Guardando i risultati per la segreteria regionale, invece, si può notare come, sempre nel nostro territorio, la maggioranza assoluta vada a Manciulli, uomo di Bersani. Si può considerare questo dato come un attestato di vitalità e di confronto a prescindere dalle appartenenze del partito a livello locale?
Possiamo dedurne due principali considerazioni. Non c’è stato quello che qualcuno temeva, ovvero la verticalizzazione del voto tra ex Ds e Margherita, così a livello nazionale così come a livello mugellano. Punto secondo è che la vera battaglia sulla“forma partito” è a livello nazionale, mentre sul locale pesano logiche completamente diverse, come ad esempio la personalità dei candidati regionali. Non so dire se questo si ripeterà nelle primarie dove troveremo una base elettorale meno informata e più generica rispetto a chi vive la vita del partito.
Come valuta l’utilizzo delle primarie nell’elezione del segretario del partito?
Personalmente credo che le primarie siano un buono strumento per scegliere il candidato del partito ad un ruolo istituzionale, come ad esempio per il Sindaco o per il candidato alla Presidenza della Regione. Scegliere il capo di un partito con le primarie, quando quello che conta per vivere la vita interna del partito stesso è l’iscrizione, la trovo una cosa un po’ particolare. Le primarie hanno avuto un senso per la formazione del Partito nel 2007, quest’anno le rifacciamo, nel futuro secondo me sarebbe saggio rivedere il meccanismo.
Tornando ai dati degli iscritti mugellani al Pd, Vicchio è il secondo paese per numero di iscritti (235 aventi diritto al voto, 250 ad oggi). A fronte di questa enorme partecipazione al partito, come spiega il fatto che solo il 38% degli iscritti abbiano partecipato alle votazioni interne. Fenomeno che tra l’altro si riscontra anche a Borgo, prima sezione per iscritti in Mugello?
Ci possono essere due chiavi di lettura. La prima, molto semplicistica, è che meno sono gli iscritti e più dovrebbe essere facile farli partecipare alla vita attiva del partito. La seconda, più nel dettaglio della realtà vicchiese, che è chiaramente quella che conosco meglio, può essere che una componente degli scritti sia transitata dai vecchi partiti storici, e che ci sia quindi un’iscrizione dovuta alla fedeltà agli ideali del Pd, piuttosto che alla effettiva partecipazione interna del partito.
E’ possibile che alcuni iscritti preferiscano votare direttamente domenica prossima?
Si può pensare che una parte di questi sia più interessata al fatto che il partito ci sia, che faccia bene il suo ruolo di opposizione e prepari un’alternativa al governo Berlusconi, e che quindi diventi secondario chi dei tre candidati guiderà il partito. L’importante è che tutto il partito sia compatto dietro chi vincerà.
Quale soglia di partecipazione alle primarie di domenica può essere considerata un successo per quanto riguarda Vicchio?
A Vicchio hanno votato intorno alle 1.200 persone nelle primarie per scegliere il sindaco e 870 per le primarie del 2007. Con i tempi che corrono oggi credo che 400 persone potrebbero considerarsi un successo.
Ci sono membri del Pd vicchiese nelle liste regionali collegate ai candidati alla segreteria nazionale?
Domenica si voterà su 2 schede. Una per il nazionale e l’altra per il regionale. Nella prima ci saranno solo le tre liste afferenti ai tre candidati, con liste bloccate, che personalmente considero un errore di chi ha stabilito queste regole elettorali. Nella scheda regionale invece ci saranno 5 liste, 2 per Manciulli e Fragai ed una per Siliani e mi fa particolarmente piacere sottolineare la presenza di 3 giovanissimi vicchiesi. Il 18enne Claudio Chicchi nella lista “Manciulli Made in Toscana”, Matteo Ganassi in una delle liste di Fragai e Elena Ganassi nella lista che appoggia Siliani. La cosa mi riempie di orgoglio, e penso che l’esperienza che questi giovani faranno, dimostri il rinnovamento all’interno del partito e sia un buon risultato a prescindere per la nostra sezione. Spero inoltre che questa presenza vicchiese nelle liste possa essere un elemento in più per invitare i vicchiesi a venire domenica a votare alle primarie.

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