Eolico, deforestazione e COP26 - Corto circuito della Regione


Anemometro di AGSM sul crinale di Villore -foto Devurbe-

La notizia dell'autorizzazione alla compatibilità ambientale da parte della regione al progetto presentato da AGSM per l'impianto eolico di Villore e Corella, si scontra con le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, rilasciate al confronto con il mondo istituzionale sul Pnrr , e con la COP26:

“In Toscana – ha detto Giani – ci sarà tanta attenzione all’ambiente, però ci saranno anche altre questioni che dovremo affrontare. Ce ne siamo accorti questa mattina, ne cito una per tutte: da un lato l’ambiente ci chiede fonti rinnovabili e questo significa fotovoltaico ed eolico. Però vediamo che rapportandoci a quanto indicato dal ministero, ovvero 25 km quadrati di pannelli fotovoltaici perché queste siano fonti rinnovabili, ecco che l’ambiente toscano ci dice: ma dove? nelle superfici coltivate?”. “Qui – ha aggiunto Giani – vedo la necessità di una legge che identifichi il metodo per studiare quali sono le superfici adatte salvaguardando l’altro profilo dell’ambiente. Se da un lato c’è la necessità di produrre energia rinnovabile, dall’altro c’è la necessità di poter tutelare un paesaggio unico al mondo che in Toscana si ritrovi”.

L'impianto in progetto, situato sul crinale in un'area boschiva, ha fin dall'inizio visto l'opposizine di varie associazioni, enti, cittadini e soprintendenze, anche per l'abbattimento di aree boschive che interessano il sito di costruzione e la strada che dovrà essere costruita per arrivarci.  Aspetti che con le sue dichiarazioni, proprio il Presidente della Regione Giani sembra evidenziare. Proponendo addirittura una legge per "tutelare un paesaggio unico al mondo".

Un aspetto, quello della deforestazione, di cui si è parlato molto anche al recente "Unclimate change conference 2021" anche chiamata COP26. L'obiettivo numero uno della conferenza riporta questo:

Azzerare le emissioni nette a livello globale entro il 2050 e puntare a limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C

Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, ciascun Paese dovrà:

  • accelerare il processo di fuoriuscita dal carbone
  • ridurre la deforestazione
  • accelerare la transizione verso i veicoli elettrici
  • incoraggiare gli investimenti nelle rinnovabili

L'accelerazione dei processi di fuoriuscita dal carbone e l'incoraggiamento alle rinnovabili devono quindi per forza prendere in considerazione anche la riduzione della deforestazione, limitando l'abbattimento di boschi e foreste già mature. Punti che da tempo, molti dei contrari alla realizzazione dell'impianto eolico sul crinale, cercano di far emergere.

A tal proposito, di seguito, il comunicato congiunto di varie associazioni sulla decisione presa proprio dalla Regione Toscana sull'approvazione del progetto per quanto rigurada la valutazione di impatto ambientale:

LA REGIONE FORZA SULL’EOLICO MA I GIOCHI NON SONO FATTI

Il progetto del mega impianto eolico sul Giogo di Villore che noi e tanti altri abbiamo denunciato come pericoloso per l'ambiente e illegittimo ha fatto un passo avanti nel suo iter di approvazione.
La dichiarazione di compatibilità ambientale è stata ottenuta grazie all'allineamento di tutti i settori regionali competenti, compresi quelli che all'inizio avevano espresso importanti prescrizioni e ben motivate opposizioni.

La riduzione del numero delle torri da otto a sette e la cancellazione della cabina impianto vengono sbandierate come fonti di significative attenuazioni dell'impatto, ma l’interferenza complessiva rimane immutata, la visibilità è quasi identica, l’occupazione del crinale resta comunque pesantissima e rimane uguale il devastante progetto stradale di accesso in un territorio boscato ed in equilibrio con le sue caratteristiche montane. Infatti il ridimensionamento della sede stradale e lo sbancamento relativo non dipende dal numero delle torri, ma dalla loro altezza e quindi dalle dimensioni dei singoli elementi costruttivi da trasportare con carichi eccezionali. Anche il previsto cavidotto interrato di 20 km resta tale e quale.

Che dire poi della incredibile affermazione secondo cui in ogni caso di tratterebbe di una occupazione del crinale “temporanea”, benché lunga?
Ma questa colonizzazione industriale della montagna è ancora possibile sventarla.
La Soprintendenza ribadisce il suo deciso no e ricordiamo che dopo il finale atto approvativo avrà la possibilità di ricorrere al Consiglio dei Ministri. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha bocciato il progetto motivandolo con un corposo documento di analisi sulle emergenze ambientali e faunistiche protette da leggi nazionali ed europee presenti sui crinali. Il Comune di S.Godenzo con delibera consiliare non ha approvato alcun intervento previsto sul proprio territorio in particolare l’impattante viabilità di accesso così come l’alterazione irreversibile dei paesaggi interessati dalle opere in progetto. Ricordiamo anche i pareri negativi del Comune di Marradi, del Comune di Portico San Benedetto, della Soprintendenza per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dell’Unione Comuni della Romagna Forlivese e dell’Unione dei Comuni del Valdarno e Valdisieve

La stessa Conferenza dei Servizi rileva una serie vastissima di questioni tecniche e integrazioni che necessitano di risposte da parte di AGSM entro il 30 novembre, data indicata per la prossima conferenza dei servizi dedicata alle autorizzazioni.
La quantità di carte che si sono accumulate finora in questa procedura autorizzativa può creare un'impressione ingannevole di impeccabilità, quando invece la subalternità all'impostazione e alle esigenze di AGSM degli uffici regionali e della gran parte degli Enti politicamente legati alla maggioranza che governa la nostra regione alla fine è stata più che evidente, mentre le osservazioni più scomode sono state liquidate con una superficialità che si può spiegare solo con la volontà di realizzare comunque in Toscana un grande impianto che soddisfi la pianificazione energetica dell’Unione Europea.

Ma anche se è condivisibile l'utilità e la necessità di dotarsi di energie rinnovabili queste non possono occupare con strutture artificiali nuovo suolo naturale e forestale. La realizzazione di impianti eolici non può, come accade nel Mugello, sacrificare ettari di bosco contraddicendo così la nuova strategia della stessa UE che si impegna a piantare 3 miliardi di alberi in più entro il 2030 con l’obiettivo di incrementare la foresta e gli alberi che ricoprono l’UE, aumentare la resilienza delle foreste e la loro funzione di invertire la perdita di biodiversità.

La Valutazione di Impatto Ambientale doveva in ogni caso sostanziarsi di valutazioni sul contesto ambientale di cui si sta trattando, cioè il crinale mugellano e il bosco interessato dalle opere previste: al contrario invece si è derogato dalle norme previste dalla stessa regione in materia di paesaggio e protezione ambientale

Riteniamo quindi di poter sostenere anche in sede di ricorso amministrativo l'infondatezza della valutazione ambientale e del successivo scontato atto politico favorevole alla realizzazione dell’impianto eolico

Italia Nostra Firenze, Club Alpino Italiano – Regione Toscana, Associazione Dicomanocheverrà, Associazione MugelloinMovimento, Comitato per la tutela del crinale mugellano, Associazione Atto primo

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