Approfondimenti 

Vicchio 5 Stelle: prime manovre per le Amministrative 2019

Il Movimento 5 Stelle convoca un confronto con la cittadinanza per analizzare il risultato delle politiche appena trascorse e parlare del futuro locale dello stesso movimento, aprendo di fatto a Vicchio la discussione sulle prossime Amministrative del 2019.

Era il 2 Marzo 2014 quando nasceva il MeetUp Vicchio (http://www.devurbe.net/node/17) , da allora poche le occasioni di confronto con la cittadinanza. Ora, dopo le politiche appena concluse, il "Gruppo Movimento 5 Stelle di Vicchio" sceglie un'assemblea pubblica per confrontarsi sui risultati e creare la base per le elezioni comunali del 2019.

"I voti del 4 Marzo per i 5Stelle a Vicchio sono stati oltre mille" - ci viene spiegato dal Movimento 5 Stelle Vicchio - "ponendoci di fatto come seconda forza in paese. Da questa base vogliamo partire per iniziare una serie di incontri con i cittadini per capirne le esigenze e le principali problematiche, ed eventualmente pensare a come inserire le tematiche che ne usciranno all'interno delle prossime amministrative. Manca più di un anno alle elezioni" - concludono - " ma questo tempo servirà tutto, per decidere inizialmente i punti fondamentali del programma ed in seguito per creare una lista credibile."

A Vicchio nelle prossime amministrative i vicchiesi saranno chiamati a scegliere un nuovo Sindaco visto che Roberto Izzo giungerà al termine del secondo mandato e non si ricandiderà, vedremo se il M5S questa volta riuscirà ad organizzarsi per proporre un'alternativa credibile che possa sfidare seriamente il PD.

Di seguito il volantino distribuito in questi giorni a Vicchio.

 

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Piscine Comunali e Circolo di Casole in vendita. Approvata la previsione di bilancio

Aggiornamento

Il Comune di Vicchio mette in vendita il circolo di Casole e le Piscine Comunali, attività che negli ultimi anni erano in graduale perdità.

Con il Consiglio Comunale di martedì 20 febbraio, sono state messe in vendita le due proprietà del Comune di Vicchio: le piscine per una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 250mila euro, e il circolo di Casole per una cifra poco superiore ai 100mila euro. (link all'articolo sul sito del Comune di Vicchio).

L'oramai ex circolo di Casole, subirà un cambio di destinazione urbanistica, diventando zona residenziale, per "consentire una maggiore appetibilità economica del bene al momento della vendita" (come recita la delibera del Consiglio Comunale

Inoltre il Consiglio Comunale trattava fra le altre cose, la discussione della previsione di bilancio per il prossimo anno. Ecco alcune dichiarazioni del Sindaco Roberto Izzo: “Lavoro e casa, sociale e scuola, restano per l’Amministrazione le priorità – ha commentato il Sindaco - ed i bisogni soprattutto in campo sociale non diminuiscono. La legge ha vietato anche per quest’anno l’aumento delle imposte comunali, legge che ovviamente va a penalizzare i Comuni virtuosi come il nostro, che è riuscito a mantenere negli anni, soprattutto durante la crisi, le aliquote a livelli minimi”. (articolo completo su Met - Vicchio). Uniti Per Vicchio ha votato contro l'approvazione, rilasciando in seguito sulla propria pagina Facebook la dichiarazione delle motivazioni:

 

Risposta alla discussione sul Bilancio e dichiarazione di voto

- Per fortuna dei vicchiesi siamo a discutere l’ultimo bilancio che gestirà questa amministrazione, un bilancio ancora una volta prudentissimo e di pura sopravvivenza; figlio di una amministrazione che è sempre stata incapace di guardare al di la del proprio naso e di assumersi una qualsiasi responsabilità.

Un bilancio di sopravvivenza destinato a far passare anche quest’anno senza compiere nessuna scelta, l’unica, degna di nota, che balza all’occhio è il rifacimento del loggiato del palazzo comunale. Una scelta piccola, degna di un’amministrazione che in questi anni ha rivolto il proprio sguardo soltanto al maquillage del capoluogo. Fin dal primo intervento, quella ripulita ai giardini di Piazza della Vittoria che scaturirono i cartelli che vietavano di calpestare le “aiole”, per passare all’inutile fioriera costruita al “triangolo, al dissuasore mobile che funziona solo quando ne ha voglia, alla pavimentazione di Piazza Giotto (che necessiterebbe di nuovo di un altro intervento) con la conseguente, sciagurata, scelta di modificare il senso di marcia del Corso che ha fatto aumentare il traffico in Piazza.
E non valga a vostra discolpa l’intervento sulla scuola elementare. Si trattava di un lavoro già programmato e fatto finanziare dalla amministrazione precedente. Voi siete soltanto riusciti a portarlo in fondo in tempi biblici e con una serie di disagi che si è protratta fino ad oggi, con la gru che incombeva sui nostri ragazzi, e con la palestra che non è ancora del tutto agibile.

Tutte le altre scelte che anche in questo bilancio indicate sono rinviate al futuro. Alla buona volontà ed alla auspicabile miglior capacità di chi vi succederà.

Scelte che si protraggono da anni, come il nuovo cantiere comunale, il parcheggio del cimitero, la risistemazione del lago di Montelleri; che vengono messe nel bilancio triennale e rinviate al futuro Sindaco.

Per non parlare della storia, ridicola se non fosse tragica, della nuova scuola media che, anch’essa, continua ad essere spostata in avanti nelle previsioni, senza avere la minima volontà di realizzarla veramente. Prova ne è la perseveranza nell’indicare come fonte di finanziamento l’ipotetica alienazione di fantomatici edifici di proprietà comunale, anziché impegnarsi nella ricerca di finanziamenti da enti superiori e nella previsione dell’accensione di un mutuo.

Già nella I Commissione Consiliare, che si è svolta ieri sera, è emersa tutta la difficoltà e precarietà finanziaria di un bilancio in PERICOLOSISSIMO EQUILIBRIO; il tutto avallato e confermato in tutte le sue criticità dal revisore dei conti.

Per tutte queste ragioni voteremo contro a questo bilancio, perché non meritate la nostra fiducia, tantomeno quella dei vicchiesi, e perché chi, ancora oggi, vota questo bilancio è concorde con questa amministrazione che sta avvicinandosi ansimandoall’ ultimo miglio.

Gruppo Uniti per Vicchio

 

Ius Soli: un appello di civiltà

Ius soli, l’appello rivolto a Mattarella: «Non lasciateci soli ancora una volta»

Roma - Appello del movimento “Italiani senza cittadinanza” al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per far sì che lo Ius soli non rimanga nel dimenticatoio. In una lettera aperta, ragazzi e ragazze del movimento - che conta un milione di giovani residenti in Italia ma senza cittadinanza, la maggior parte nati nel nostro Paese - torna a sollecitare il via libera della legge sulla cittadinanza che in realtà sembra ormai destinata all’oblio. Specie dopo la mancanza del numero legale al Senato nell’ultima seduta prima della pausa natalizia. «Talvolta le autorità di un Paese democratico sono chiamate dalla storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti.

Non lasciateci soli ancora una volta» si legge nella lettera aperta a disposizione dell’Agi. «Egregio presidente della Repubblica - scrivono gli esponenti di “Italiani senza cittadinanza” - il 27 dicembre ricorrono i settant’anni della promulgazione della Costituzione del nostro Paese. In una giornata così bella e fondamentale per le nostre vite e per la nostra democrazia, è nostro dovere ricordarle come molte e molti di noi abbiano imparato a conoscerla tra i banchi di scuola, imparandone i valori fondamentali di libertà, uguaglianza, pace, rispetto, imparando a diventare di fatto cittadini e non più sudditi, secondo gli auspici di Piero Calamandrei e le opportune circolari ministeriali che spingono i docenti a seminare semi di cittadinanza attiva nei loro allievi e nelle loro allieve».

Quindi, prosegue: «Tutti e tutte noi l’abbiamo letta, riletta e riscoperta in questo anno di mobilitazione a favore della riforma della cittadinanza, ci siamo riconosciuti profondamente nei suoi valori, e in particolare nell’articolo 3, il cui secondo, magnifico comma, concepito dal padre costituente Lelio Basso, che recitando “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, prospetta un orizzonte di riduzione delle diversità e di accesso ai diritti fra le varie componenti della Nazione e di progressivo ampliamento dei diritti e della platea degli aventi diritto come inscritto nell’intelaiatura profonda della Repubblica». Facendo riferimento quindi alla mancanza del numero legale di sabato scorso in Senato, la lettera aperta di “Italiani senza cittadinanza” sottolinea: «Caro Presidente, concorderà con noi che il 23 dicembre la Repubblica ha fallito nella rimozione di questi «ostacoli», mantenendo di fatto una distinzione netta tra cittadini e non, basata su una concezione prettamente elitaria ed economica della cittadinanza. La cittadinanza è qualcosa di più di un diritto. La grande filosofa Hannah Arendt l’ha definita «il diritto ad avere diritti» in quanto solo il riconoscimento della cittadinanza trasforma un individuo in un soggetto giuridico detentore di diritti». Quindi la richiesta al Capo dello Stato: «Non lasci che questa battaglia, iniziata con le prime mobilitazioni della Rete Nazionale Antirazzista nel 1997, quando molti e molte di noi non erano ancora nati, cada in un nulla di fatto. Anche perché così non è.

Il quadro che consegnerebbe al Paese la rinuncia a discutere in aula la riforma della cittadinanza è ben diverso da quello che si presentava all’inizio della legislatura. In questi mesi, forze oscure che puntano a indebolire le ragioni della convivenza e dello stato di diritto sono cresciute, proprio cavalcando le ragioni del fronte del no alla riforma, riattivando la memoria di parole d’ordine che credevamo dimenticate, legate al fascismo e del colonialismo. Qui, non si parla di una battaglia che punta semplicemente alla conquista di un accesso alla cittadinanza più semplificato, con la nostra battaglia puntiamo ad ottenere, finalmente, il nostro riconoscimento come categoria sociale finora ignorata e dimenticata; con la nostra battaglia puntiamo ad una politica di ampio respiro, al passo con i tempi e che soprattutto sappia riconoscere i cambiamenti sociali e culturali del proprio Paese. Con la nostra battaglia, inoltre, puntiamo ad ottenere un’applicazione ancora più incisiva della nostra Costituzione Italiana.

 

Mauro Matteucci

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