Appennino, i torrenti inghiottiti dagli scavi dell' Alta Velocità

Viaggio nel Mugello dove il sistema idrico è stato distrutto e le falde sono precipitate di centinaia di metri. Dove un tempo proliferavano trote, gamberi e vegetazione protetta ora ci sono solo profondi canyon

PAOLO RUMIZ

 fonte: repubblica.it

  SAN PIERO A SIEVE - Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la "grande opera" esiste una scia di "grandi disastri" che la segnala fedelmente. L'abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane. Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d'acqua.

Ma le cifre non sono niente. Per farsi un'idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio. Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre. Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico. Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli. La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l'inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C'erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla. Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia. Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie. Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere. Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze. E del Mugello a secco chi se ne frega. Paolo Chiarini, 30 anni, ingegnere ambientale, è cresciuto sui fiumi e, quando il Carza sparì di colpo un giorno di febbraio di 11 anni fa, fu il primo ad accorgersene. Corse in Comune ad avvertire, ma gli risposero giulivi: "Per forza, non è nevicato". Capì subito che l'unica acqua che interessava gli italiani era quella del rubinetto, e fece l'unica scelta possibile: combattere da solo. Da allora Paolo ha battuto ogni rigagnolo e raccolto dati. Oggi ci fa da guida su questa strada partigiana. A Campomigliaio c'era la piscina naturale dei fiorentini. Poi è arrivata la talpa maledetta che ha "impattato" la falda e oggi sul greto resta solo un ridicolo cartello "Divieto pesca" e, a monte, uno scolo fognario a secco. Il Carlone era il paradiso dei pescatori. Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta "Ciao, è stato bello". Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente. Una finzione. Sopra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro. Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s'è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte. Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto. A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s'infila sotto l'autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l'Appennino perde asprezza, l'orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso. Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l'avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. "Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano".

A Sergio Pietracito hanno fatto di tutto. Gli hanno tolto l'acqua per gli animali, fatto franare il bosco, aperto crepe in casa, semidistrutto i frutteti con le polveri, terremotato il sonno con esplosioni, ventole al massimo, bip di cicalini, fischio di allarmi, rombo di tir in retromarcia. Poi, a cantiere chiuso, gli hanno ripristinato i terreni con zolle miste a cemento, plastica e ferri arrugginiti. Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali. L'italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare. La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria. Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un "trek" nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto "i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini". Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua "finta" in quota. Dopo il crinale, il versante del Santerno ci sbatte davanti l'ultimo sacrilegio. Sul lato della Sieve avevamo censito pozzi defunti col nome di santi e beati. Qui, nell'abbazia di Moscheta, succede di peggio. Hanno rubato l'acqua santa. La pieve, per riempire il suo secolare abbeveratoio rimasto a secco, deve farsi sparare acqua da Fiorenzuola. Sempre per quei maledetti ventidue minuti. Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi. Sopra, il sentiero dove un tempo Dino Campana andava a Firenze incontrando bande di musicanti e pescatori di fiume. Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall'uomo. Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto? Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s'apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. Ed è solo il preludio dell'ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi. Ora si procede solo a piedi, tra ghiaie terribili, guadi algerini, qui nell'Italia di mezzo a fine inverno. Tre anni fa Chiarini vide e fotografò vasche piene di pesci putrefatti. Da allora è morte biologica. Querce cadute, polvere, vento, lucertole. Sotto, la galleria spara la sua traiettoria in un fondale umido carico di bitumi. Qui sopra, il biancore abbacinante di un greto. La frazione di Castelvecchio - sopra l'ultima finestra della Tav in terra toscana - ha perso il suo acquedotto nel '98. Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo. Ma per metterci quale acqua? Con quale canalizzazione? Cementificando gli impluvi? Ricoprendoli di resine? Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore? La parola catastrofe non basta. Il viaggio è finito. "Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa" brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. "Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo".

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Commenti

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<p>Integro rispetto articolo riportato da Repubblica, con un contributo interessantissimo ad opera del Geologo Mauro Chessa, intitolato &quot;<em>TAV del Mugello, quanta acqua e denaro hanno inghiottito quelle gallerie?</em>&quot; e apparso sul <a href="http://www.geologitoscana.it/Il_geologo/IL_GEOLOGO_74.pdf">numero 74 del &quot;Il Geologo&quot;</a>, periodico dell'Ordine dei Geologi della Toscana.</p> <p class="rtecenter">Riporter&ograve; solo la conclusione del Dott. Chessa, invitando a leggere l'intero articolo, illuminante anche su molti passaggi &quot;politici&quot; della vicenda.<br /> _____________________________________________________</p> <p>&nbsp;</p> <p>La linea Alta Velocit&agrave; Firenze-Bologna (ora anche Alta Capacit&agrave;) avrebbe dovuto venire inaugurata nel &rsquo;03 per essere &ldquo;un modello operativo di efficienza e rispetto per ambiente e sicurezza.&rdquo; (presidente Martini - giugno &rsquo;05).</p> <p>Vediamo:</p> <p>- efficienza, forse il Presidente si riferiva a quella dei collegamenti (22&rsquo; risparmiati, ma in realt&agrave;, a pari tecnologia e distanza, saranno consistentemente meno), ma se questa si misura anche con i tempi e i costi dell&rsquo;opera si ha che secondo Andrea Salemme (direttore generale TAV SpA) i lavori si chiuderanno a fine &rsquo;09 (6 anni di ritardo) e il costo sar&agrave; di 5,5 mld di Euro (nel &rsquo;91 erano 1,08), ogni km coster&agrave; circa 70 mln di Euro, escluse intersezioni ecc., ma per Nuova Quasco i dati del DPEF &rsquo;07-&rsquo;11 conducono alla cifra di 5,95 mld, cio&egrave; 76,3 mln di Euro/Km, che diventano 96,4 mln di Euro/Km nelle elaborazioni del giugno &rsquo;08 di Ivan Cicconi (esperto di infrastrutture e opere pubbliche, Capo Segreteria Tecnica del ministro Lavori Pubblici XIII legislatura); ci sono poi gli inestinguibili strascichi (solo per le pompe che rilanciano l&rsquo;acqua dalla finestra di Marzano si spendono 20.000 Euro al mese di energia) e le centinaia di milioni di Euro per risarcire il danno ambientale;</p> <p>- sicurezza, 60 km di galleria mono-tubo sprovvista del tunnel di soccorso, gli accessi alternativi sono finestre poste a chilometri una dall&rsquo;altra e, secondo i Vigili del Fuoco, &egrave; una situazione insoddisfacente;</p> <p>- ambiente, colossali i &lsquo;danni collaterali&rsquo; descritti, ma non sfugga anche che &ldquo;ai fini della riduzione dei consumi di energia, e della riduzione delle emissioni ad effetto serra (ed obbiettivi di Kyoto) per il trasporto merci la TAV &egrave; peggiorativa rispetto all&rsquo;attuale sistema ferroviario e rispetto al trasporto su gomma. Per il trasporto passeggeri la TAV non consente invece miglioramenti significativi&rdquo; (Mirco Federici &ndash; Dip. di Chimica, Universit&agrave; di Siena &ndash; Analisi termodinamica integrata dei sistemi di trasporto in diversi livelli territoriali).</p> <p>Questo bilancio &egrave; dovuto in parte determinante alla pervicace sottostima del fattore &lsquo;geologia&rsquo; che ha condotto ad una percezione semplicistica della realizzabilit&agrave; dell&rsquo;opera.</p> <p>Ora si profila la realizzazione dell&rsquo;attraversamento di Firenze, il tracciato passa sotto la Fortezza da Basso, l&rsquo;Arco dei Lorena e il palazzo porticato in piazza della Libert&agrave;, Porta S. Gallo, oltre a molti altri edifici minori ma rilevanti, come quelli otto-novecenteschi lungo il viale S. Lavagnini.</p> <p>Ma l&rsquo;anonimo palazzo abitato da famiglie ed il regime idrico della piana sono comunque degni di ogni attenzione. Giova ricordare che l&rsquo;Osservatorio Ambientale Locale segnal&ograve; la necessit&agrave; di predisporre per il Mugello &ldquo;un monitoraggio pre-esercizio della linea ferroviaria, sia per i rumori che per le eventuali vibrazioni&rdquo; e, &ldquo;con procedura di urgenza e previo testimoniale di stato sugli immobili delle aziende&rdquo;... il &ldquo;monitoraggio delle lesioni alle strutture murarie in corso di evoluzione, da porsi in relazione col procedere dell&rsquo;armamento della linea ferroviaria&rdquo;.</p> <p>Possiamo pensare che l&rsquo;esperienza abbia insegnato e che la realt&agrave; virtuale del fare ad ogni costo si sia dissolta?</p> <p>&nbsp;</p> <p> <meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"> <title></title> <meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0 (Win32)"><style type="text/css"> <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style> </meta> </meta> </p> <p>&nbsp;</p>

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