1.3 - Il fermento della rete

Questo paragrafo è parte di: "Oltre il web 2.0 - La politica locale e la partecipazione nell'era dei social. Studio di un caso: www.devurbe.net"

Il fermento della rete.

Se dalla parte istituzionale della politica è cresciuta la consapevolezza nelle opportunità che la rete offre (almeno negli U.S.A), anche il singolo cittadino inizia a farne un uso più sociale non fine a se stesso, iniziando ad usare le nuove tecnologie come nuovo strumento dar voce ad un pensiero ad una protesta. La “primavera araba” ne è stata un esempio illuminante. Sebbene i social network non siano considerati da tutti la causa scatenante di queste proteste [Moroviz E., L'ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet., Codice Edizioni, 2011.], è indubbia l'influenza e il ruolo che essi hanno svolto nella vicenda. Tutto il nord Africa, gran parte della penisola arabica, e persino l'Iran, sono stati teatro di questa nuova forma di protesta.

 

 

Seconda parte: http://youtu.be/tJSzhfgwUrU Terza parte: http://youtu.be/bK3NgftiJLA  Quarta parte: http://youtu.be/z30N6Jxv_x4

Quinta parte: http://youtu.be/Aa5B1fWhBa8 Sesta parte: http://youtu.be/G6HteJZYfvI

 

Il cosiddetto popolo della rete [De Rosa R., Cittadini digitali. L'agire politico ai tempi dei social media, Maggioli Editore, 2013.], si fa portatore di un messaggio sociale, che sia questo di protesta, di innovazione o di disagio. Sull'onda della protesta, anche in Italia si scopre che il web può essere l'elemento innovativo in grado di destabilizzare il panorama della comunicazione politica. La paralisi comunicativa italiana, dove la televisione ha indirizzato la comunicazione a suo piacimento per anni, ha fatto della rete una valvola di sfogo importante. La comparsa di Grillo e del suo blog non è altro che una conseguenza di una congiuntura, pilotata o meno che sia, fra domanda (necessità di esprimere opinioni al di fuori del “mainstreaming”) e offerta (protesta contro la politica e il sistema dei “media power” [De Rosa R., Cittadini digitali. L'agire politico ai tempi dei social media, Maggioli Editore, 2013.]). A partire dal 2005, il blog di Grillo, si fa sempre più portatore di quel sentimento che molti iniziano a chiamare “anti-politica”, fino ad arrivare al 2009, nel  momento forse di maggior popolarità [Nel 2008 si era posizionato in nona posizione nella speciale classifica di “The Guardian” sui “50 siti più influenti al mondo”. Url: http://www.theguardian.com/technology/2008/mar/09/blogs.], quando da semplice movimento di protesta, il 4 ottobre, viene fondato il partito politico “Movimento 5 Stelle”. Nello stesso anno, a margine della manifestazione “No B day” [ Manifestazione del 5 dicembre 2009 indetta tramite Facebook contro l'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi.], nasce il “Popolo Viola”, il quale si poggia sulla possibilità di condividere idee e informazioni su Facebook, scavalcando ancora una volta i mass media nazionali. Da notare come questi movimenti, soprattutto nei casi italiani, riescano bene ad aggregare i cittadini, sia con blog o tramite social, riunendoli sotto una protesta contro, ma che infondo: “sembrano ancora incapaci di costruire una piattaforma progettuale, di costruire un percorso di controcomunicazione capace di creare conoscenza, cultura e dunque di generare un cambiamento sociale”.[CIT. Pira F., La net comunicazione politica. Partiti, movimenti e cittadini-elettori nel'era dei social network, Franco Angeli, 2012. p. 75]

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